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Il nome: il genere


Tipo Learning Object
exercise

Materia
italiano

Argomenti
I nomi o sostantivi
Nomi concreti e astratti, comuni e propri
La forma del nome: il genere

Obiettivi
Riconoscere i nomi concreti, astratti, comuni e propri
Comprendere i meccanismi di formazione del genere dei nomi e saper formare correttamente il femminile
Riconoscere le varietà della forma del nome, dal punto di vista del genere

Prerequisiti
I suoni, i segni della lingua e le regole della loro combinazione
Individuazione di articoli e aggettivi

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Caccia ai nomi

Seleziona i nomi nel seguente testo.

una montagna

.

(da Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati)

Avanti

Concreti o astratti?

Riconosci, nel seguente testo, i nomi concreti e quelli astratti. .

(tratto e adattato da Fontamara di I. Silone)

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Comuni o propri?

Individua i nomi comuni usati come nomi propri e trascrivili negli spazi.

Pinocchio

Avanti

Dal nome proprio al nome comune

Alcuni nomi propri, per un fenomeno linguistico chiamato antonomàsia, possono essere usati
come nomi comuni. Che origine hanno i nomi evidenziati nelle seguenti frasi?

Cerbero

.

Avanti

Maschili o femminili?

Inserisci nella giusta categoria di MASCHILI o FEMMINILI i nomi che trovi
selezionati all'interno del seguente brano (usa sempre il minuscolo).

Una macchina

.

Avanti

Indovina il femminile

Indidua per ciascun termine maschile il corrispettivo femminile.

Avanti

Indovinelli

Alcuni nomi hanno apparentemente un maschile e un femminile, ma in realtà il significato
cambia completamente. Risolvi le coppie di indovinelli.

Avanti

Alberi e frutti

Scrivi i nomi dei rispettivi frutti, modificando -quando occorre - l'articolo. Se il nome
del frutto è identico al nome dell'albero, riscrivilo nella stessa forma.

un olivo,un castano,un arancio,un banano

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Associa i nomi

Associa i nomi maschili ai corrispondenti nomi femminili.

un ariete e una pecora

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Qual è il nome?

Scrivi per ogni immagine il nome preceduto dall'articolo indeterminativo
UN oppure UNA.

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Comune o promiscuo?

Classifica i nomi seguenti, indicando se sono di genere comune o promiscuo.

un riccio di mare

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I nomi: concreti e astratti

il mare

il mare 

Le parole che indicano persone, animali, cose, fatti, sensazioni, sentimenti, si chiamano nomi o sostantivi.

I nomi si dicono:

  • concreti
    se indicano qualcosa che si può percepire con i sensi fisici, per esempio "mare" o "fenicotteri"
  • astratti
    se indicano concetti, sentimenti, idee non percepibili con i sensi fisici, ma rappresentabili con il pensiero.
    Esempi: "giustizia" o "virtù".

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Nomi comuni e nomi propri

un cane

un cane 

I nomi sono detti:

  • comuni quando indicano esseri, luoghi, cose ecc., in modo generico
    Esempio: "Il mio cane è simpatico"
  • propri se indicano l'appellativo con il quale è identificato qualcuno o qualcosa in particolare Esempio: "Bobby è simpatico"

I nomi comuni hanno generalmente la lettera iniziale minuscola ("grano", "pomodoro"), a meno che non siano cose o concetti personificati ("Amore", "Psiche").
I nomi propri, invece, si scrivono con l'iniziale maiuscola ("Garibaldi").
Hanno l'iniziale minuscola quando sono usati per approfondimentoantonomasia .
Esempio:
"L'esame è stato una caporetto"
(caporetto sta per insuccesso totale, come per gli italiani a Caporetto, nel 1917).

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Il genere del nome

il genere, maschile e femminile

il genere, maschile e femminile 

Per gli esseri animati, la distinzione del genere dipende dal sesso:

  • maschile: "uomo", "padre", "commesso", "leone", "gatto"
  • femminile: "donna", "madre", "commessa", "leonessa", "gatta".

Ci sono eccezioni, per esempio "guardia" o "sentinella"
sono femminili anche se si riferiscono ad attività maschili,
mentre "soprano" o "contralto"
sono nomi maschili anche si riferiscono a voci femminili.

Per le cose, la distinzione tra maschile e femminile è indipendente dalle loro caratteristiche:
"tavolo", "sedia", "lume", "bottiglia", "onore", "bellezza" ecc. sono nomi che non hanno né caratteristiche femminili né maschili.
La loro differenza è solo "grammaticale", una convenzione determinata dall'uso.

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Come si forma il femminile: i nomi mobili

maschile e femminile

maschile e femminile 

Quasi tutti i nomi che indicano esseri viventi sono mobili: hanno una forma maschile e una femminile.

Di regola il femminile si forma cambiando la approfondimentodesinenza
oppure aggiungendo un glossariosuffisso alla approfondimentoradice:

1. nomi in -o
maschile: gatt-o
femminile: gatt-a
2. nomi in -a
maschile: poet-a
femminile: poet-essa
3. nomi in -e
maschile: infermier-e
femminile: infermier-a
maschile: student-e
femminile: student-essa
4. nomi in -tore
maschile: at-tore
femminile: at-trice

Nomi particolari
1.
Maschile: re, zar, gallo, eroe
Femminile: regina, zarina, gallina, eroina
2. Maschile: caprone, stregone
Femminile: capra, strega
3. Maschile: abate, cane, dio
Femminile: badessa, cagna, dea.

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Per orientarsi tra maschile e femminile

la mela

la mela 

Per conoscere il genere del nome è sempre bene consultare il dizionario.
Gli elementi che, tuttavia, possono aiutare nella distinzione sono:

1. i nomi maschili hanno la desinenza in -o e i femminili in -a (molte le eccezioni: la mano, l'eco)
2. per quanto riguarda il significato, sono maschili i nomi che indicano:

  • alberi: il pino, il melograno
  • metalli: il ferro, il rame
  • mesi e giorni della settimana: marzo, il sabato (ma non domenica)
  • monti, mari, fiumi, laghi: il Monviso, il Pacifico, il Po
  • punti cardinali: il sud, il nord

sono femminili i nomi che indicano:

  • frutti: la mela, la pigna, la melagrana
  • scienze, concetti astratti: la fisica, l'arte
  • stati, regioni, isole, città: la Spagna, la Sardegna, Roma.

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I nomi indipendenti

una scrofa

una scrofa 

Alcuni nomi hanno una radice per il maschile e una diversa per il femminile.

Esempi:

  • uomo - donna
  • maschio - femmina
  • porco - scrofa.

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Genere comune e genere promiscuo

un cantante

un cantante 

Vi sono alcuni nomi, detti di genere comune, che hanno un'unica forma per il maschile e per il femminile. Il genere, in questi casi, si distingue grazie all'articolo o all'aggettivo:

  • un cantante
  • una cantante
  • un simpatico collega
  • una simpatica collega.

Altri nomi indicano con la stessa forma animali di sesso maschile e femminile.
Sono i nomi promiscui. Per distinguerli non è possibile basarsi sull'articolo o sull'aggettivo:

  • un corvo nero
  • la veloce tigre
  • una giraffa
  • il delfino.

Per specificare il genere del nome si fa così:

  • la giraffa maschio
  • la giraffa femmina
  • il maschio della tigre
  • la femmina della tigre.

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Falsi cambiamenti di genere

La foglia

La foglia 

Alcune coppie di nomi hanno una differente approfondimentodesinenza (-o / -a), come se fossero la forma maschile e quella femminile dello stesso nome.
In realtà si tratta di nomi diversi, che hanno diversi significati. Alcuni hanno la stessa approfondimentoradice:
il modo - la moda
il foglio – la foglia.

Altri hanno, oltre al diverso significato, anche un'origine completamente diversa:
il colpo – la colpa
il collo – la colla.

Vi sono infine dei nomi che hanno la stessa forma, ma hanno un significato completamente diverso a seconda del genere:
il capitale – la capitale
il radio – la radio.

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Cosa hai imparato?

La foglia

I nomi o sostantivi sono parole che indicano persone, animali, cose, fatti e sensazioni.
Caratteristiche dei nomi:

  • si distinguono in concreti o astratti (in base al significato)
  • si dicono comuni quelli che indicano cose o esseri in modo generico;
    si dicono propri i nomi che identificano precisamente un individuo,
    sia un essere vivente che un luogo
  • il genere può essere maschile o femminile
  • vi sono nomi indipendenti che hanno radici diverse al maschile e al femminile
  • vi sono nomi di genere comune e altri di genere promiscuo che hanno
    un'unica forma per il maschile e il femminile.

Parole nuove
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Vai al glossarioDesinenza
Vai al glossarioSuffisso
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Esprimi le tue considerazioni

La foglia

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L'antonomasia

L' glossarioantonomasia consiste in due diversi fenomeni:

  1. nel chiamare una persona con un nome comune che ne richiama una caratteristica:
    "il poverello" (invece che S. Francesco)
  2. nell'attribuire a qualcuno il nome proprio di un famoso personaggio che ha alcune sue caratteristiche tipiche. In questo caso il nome proprio è usato come se fosse un nome comune ed ha la lettera iniziale minuscola:
    "Quell'uomo è un vero narciso"
    (cioè "è vanitoso come il personaggio della mitologia Narciso").

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La radice

Cartella 

La radice è l'elemento invariabile di una parola ed è fondamentale per la sua comprensione poiché ne racchiude il significato. Ad esempio:
cartella, cartoleria, incartare, cartone hanno in comune la radice cart-.

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La desinenza

Le parole, dal punto di vista grammaticale, si dividono in:

- variabili: articoli, nomi, aggettivi, pronomi, verbi;
- invariabili: avverbi, congiunzioni, preposizioni, interiezioni.

Nelle parole variabili si chiama desinenza l'elemento finale variabile che indica:

- il genere (maschile e femminile) e il numero (singolare e plurale):
ner-o, ner-a, ner-i, ner-e;
- il modo, il tempo, la persona e il numero nei verbi:
tem-iamo, tem-erei, tem-uto.

La desinenza segnala dunque, nelle parole variabili, le caratteristiche grammaticali o morfologiche.

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Suffisso

La parola suffisso deriva dal latino suffixus, participio perfetto del verbo suffîgĕre (composto di sub + fîgĕre = attaccare sotto). 
Infatti suffisso, in italiano, significa "posto dopo".

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Desinenza

La parola desinenza deriva dal latino medievale desinĕntĭa, derivato di desinens, desinentis ( = terminante).
La desinenza, infatti, è l'elemento finale variabile che indica le variazioni morfologiche di una parola.

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Morfologia

La parola morfologia deriva dal greco morphé (= forma) e logos (= parola).
La morfologia, infatti, si occupa della forma delle parole.

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Antonomasia

S. Francesco La parola antonomasia deriva dal verbo greco antonomázō (= cambio nome).

Nell'espressione "Il poverello di Assisi", S. Francesco è chiamato poverello per antonomasia.

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Promiscuo

Una tigre La parola promiscuo deriva dal latino promĭscŭus, composto di pro + miscere ( = mescolare).
Promiscuo significa "non omogeneo"; i nomi promiscui sono quelli che, pur avendo un unico genere grammaticale, si riferiscono a esseri viventi di entrambi i sessi.

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Riepilogo



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Credits

Licenza d'uso

Il presente Learning Object (LO) è di proprietà di Garamond Srl ed è concesso in licenza d'uso esclusivo al legittimo titolare, da intendersi come il singolo alunno della scuola selezionata dal Ministero della Pubblica Istruzione per il Progetto DIGI Scuola, per il quale la stessa scuola ha effettuato l'acquisto di una singola licenza, alle condizioni definite nel "Marketplace" della piattaforma web DIGI Scuola.

Il titolare della licenza d'uso, così come sopra definito, ha facoltà di eseguirlo online nella "Piattaforma di fruizione" della piattaforma web DIGI Scuola, disponendo della sua fruizione senza alcun vincolo di tempo, di sessioni di studio o di sede di esecuzione domestica, scolastica o di altro tipo.

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Produzione editoriale
Garamond Editoria e Formazione - Roma

Progettazione didattica
Vindice Deplano

Ideazione e produzione storyboard e testi
Paola Pippia

Coordinamento disciplinare
Rita Manzoni

Redazione
Paola Ricci (coordinamento), Rossella Baldazzi, Mimma Basile, Francesca Policaro, Brunella Pellegrini, Martina Quadrino, Ida Taci, Stefano Tura

Progettazione e sviluppo editor LO
Francesco Leonetti

Progettazione e sviluppo funzioni per l'accessibilità
Glaux Srl

Progettazione e realizzazione grafica
Cristiana Giovannini (coordinamento), Daniele Quartu

Animazioni
Andrea Blasio (coordinamento), Alessandro Avenali, Gaetano Ermito, Diana Oreffice, Pasquale Gagliano

Audio, musiche ed effetti sonori
Luca De Carlo, Gio Gio' Rapattoni (voce)

Comunicazione
Chiara Calzavara

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Indice generale

1 Caccia ai nomi
2 Concreti o astratti?
3 Comuni o propri?
4 Dal nome proprio al nome comune
5 Maschili o femminili?
6 Indovina il femminile
7 Indovinelli
8 Alberi e frutti
9 Associa i nomi
10 Qual è il nome?
11 Comune o promiscuo?
12 I nomi: concreti e astratti
13 Nomi comuni e nomi propri
14 Il genere del nome
15 Come si forma il femminile: i nomi mobili
16 Per orientarsi tra maschile e femminile
17 I nomi indipendenti
18 Genere comune e genere promiscuo
19 Falsi cambiamenti di genere
20 Cosa hai imparato?
21 Esprimi le tue considerazioni

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