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Il nome: il numero


Tipo Learning Object
exercise

Materia
italiano

Argomenti
Il numero del nome: singolare e plurale
Nomi variabili: le tre classi dei nomi e la formazione del plurale
Nomi invariabili e difettivi
Nomi sovrabbondanti: differenze di significato

Obiettivi
Riconoscere il singolare e il plurale dei nomi
Saper formare il plurale dei nomi delle tre classi
Sapersi orientare tra nomi variabili, invariabili, difettivi e sovrabbondanti

Prerequisiti
I suoni, i segni della lingua e le regole della loro combinazione
Gli articoli e gli aggettivi

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Singolari o plurali?

Individua e distingui i nomi singolari e plurali che trovi nel seguente testo.
I nomi uguali vanno scritti una volta sola, mentre i nomi propri non vanno scritti.

gregge

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Trasforma al plurale

Volgi al plurale i nomi evidenziati nelle frasi seguenti e adatta le parti del discorso
(articoli, aggettivi, verbi ecc.) che concordano con essi:
prima di partire.

Avanti

Trova gli errori

Nelle seguenti frasi ci sono degli errori nella forma del plurale dei nomi evidenziati.
Scova i plurali!

tempesta

di prodotti per la casa non ho trovato la caffettiera che cercavo.

Avanti

Ulisse a Itaca

Inserisci nel testo seguente i nomi mancanti che trovi elencati alla rinfusa nella forma
singolare e che dovrai trasformare in forma plurale.

Ulisse

di Ulisse - ad inviare ogni giorno un maiale per i loro banchetti.

Avanti

Risolvi il cruciverba

Avanti

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A caccia dell'errore

Ci sono nomi che si usano solo al singolare o solo al plurale, altri che hanno
due forme di plurale, con significati diversi.
Nelle frasi seguenti, individua gli errori nella formazione.

Avanti

Classifica i nomi

Classifica i nomi seguenti in variabili, invariabili, difettivi, sovrabbondanti.

pianeta

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Il numero: singolare e plurale

Un fiore

Un fiore 

Il nome, rispetto al numero, può avere due forme:

  1. singolare, che indica una sola cosa o un solo essere animato
    Esempi: una pietra, il fiore
  2. plurale, che indica più cose o esseri animati
    Esempi: delle pietre, i fiori.

Sono variabili i nomi che al plurale cambiano la approfondimentodesinenza:
il fiore, i fiori;
sono invariabili quelli che mantengono la stessa forma:
la sintesi, le sintesi.

Dal punto di vista della desinenza del singolare, i nomi si dividono in tre classi:

  1. nomi in –a
  2. nomi in –o
  3. nomi in –e

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Nomi della prima classe: desinenza in -a

Arance e ciliegie

Arance e ciliegie 

I nomi con il singolare in -a formano il plurale in -e e in alcuni casi anche in -i:

  • tema, temi
  • casa, case
  • duca, duchi
  • pesca, pesche
  • collega, colleghi
  • maga, maghe

Nomi femminili che fanno eccezione:
- l'ala, le ali
- l'arma, le armi

Se i nomi terminano in –cia o –gia, la regola dice che se prima di –cia o –gia

  • c'è una vocale, il plurale finirà in –cie o –gie
  • c'è una consonante, il plurale finirà in –ce o –ge.

Esempi:
- camicia, camicie
- ciliegia, ciliegie (ma anche ciliege)
- doccia, docce
- frangia, frange

Se però –cia e –gia hanno l'accento sulla i, il plurale si forma regolarmente:
- farmacia, farmacie
- nevralgia, nevralgie.

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Nomi della seconda classe: desinenza in -o

Medici

Medici I nomi con il singolare in -o formano il plurale in -i:
- il capo, i capi
- la mano, le mani

I nomi in -co e -go:
- se sono piani, hanno il plurale in -chi e -ghi
Esempi: tabacco, tabacchi, albergo, alberghi
- se sono sdruccioli, il plurale sarà in -ci e -gi
Esempi: medico, medici, asparago, asparagi.

I nomi in -logo:
- se si tratta di persone, hanno il plurale in -logi, per le cose è -loghi:
Esempi: teologo, teologi, catalogo, cataloghi.

I nomi in -io:
- se la i è accentata, il plurale è -ii, altrimenti è -i; in parole che possono confondersi con altre, (uguali al plurale), si può trovare -ii oppure -î: zìo, zìi, viaggio, viaggi, principio, principî.

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Particolarità nel plurale di nomi in –o

uovo, uova

uovo, uova 

1. Alcuni nomi in -co glossariopiani hanno il plurale in -ci
- greco, greci
- amico, amici
- nemico, nemici
- porco, porci

2.
Molti nomi in -co e -go glossariosdruccioli, hanno il plurale in -chi e -ghi
- càrico, càrichi
- vàlico, vàlichi
- diàlogo, diàloghi
- òbbligo, òbblighi

3.
Alcuni nomi hanno le due forme:
- stomaco,  stomaci / stomachi
- sarcofago, sarcofagi / sarcofaghi
- chirurgo, chirurgi / chirurghi

4. Alcuni nomi maschili diventano femminili (in -a):
- il centinaio, le centinaia
- il migliaio, le migliaia
- il paio, le paia
- l'uovo, le uova
- il miglio, le miglia

5.
Plurali irregolari:
- l'uomo, gli uomini
- il dio, gli dei
- il tempio, i templi
- l(a) eco, gli echi
- il miglio, le miglia

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Nomi della terza classe: desinenza in –e

Fiore fiori

Fiore fiori 

I nomi con il singolare in -e, maschili o femminili, formano il plurale in -i:
- il fiore, i fiori
- la madre, le madri

Eccezioni:
- bue, buoi
- mille, -mila (nei composti duemila, tremila ecc.)

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Nomi invariabili al plurale

Lo sci

Lo sci 

Molti nomi sono invariabili (cioè non cambiano) al plurale. Sono:
1. i monosillabi
- lo sci, gli sci
- il re, i re
2. quelli che finiscono con una vocale accentata:
- la città, le città
- la tribù, le tribù
3.
i nomi stranieri:
- il goal, i goal
- un hamburger, degli hamburger
4. i nomi in -i:
- la crisi, le crisi
- l'alibi, gli alibi
5.
molti nomi femminili in -o (ma non mano):
- la foto, le foto
- la moto, le moto
6.
i nomi in -ie:
- la serie, le serie
- la specie. le specie
Ma sono variabili:
- la moglie, le mogli
- la superficie, le superfici
- l'effigie, le effigi.

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Nomi difettivi

Le forbici

Le forbici 

Alcuni nomi mancano del singolare oppure del plurale. Essi si definiscono glossariodifettivi.
Sono usati in genere al singolare i nomi non numerabili (non ha senso dire "due latti" o "tre sangui").
Esempi:
- nomi astratti: pazienza, coraggio, ecc.
- nomi collettivi: bestiame, fogliame, ecc.
- nomi di elementi chimici o di metalli: ossigeno, rame, ecc.
- alcuni nomi di cibi e bevande: riso, latte, pepe, ecc.
- nomi come sangue, aria, sete, fame, ecc.

Sono usati al plurale:
- nome di oggetti che hanno due elementi: le forbici, i pantaloni, ecc.
- nomi che indicano un insieme di cose: le stoviglie, i viveri, ecc.
- alcuni nomi di origine latina: le nozze, le esequie, ecc.

Nel dubbio, è sempre utile consultare il dizionario!

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Nomi sovrabbondanti

Ciglia, cigli

Ciglia, cigli 

Si dicono glossariosovrabbondanti i nomi che hanno due forme di singolare o di plurale, oppure due singolari e due plurali.
Esempi:
Singolare: l'arma - Plurale: l'arme, le armi
Singolare: l'orecchio, l'orecchia - Plurale: gli orecchi, le orecchie.

Molti nomi hanno due forme di plurale, ma con diversi significati.
Alcuni dei più comuni sono:

  1. i bracci = di una gru, di un carcere
    le braccia = del corpo umano
  2. i cigli = di una strada, di un burrone
    le ciglia = degli occhi
  3. i fili = d'erba, della luce
    le fila = di un'organizzazione
  4. i muri = di un edificio, gli ostacoli
    le mura = di una città
  5. i corni = strum. musicali
    le corna = degli animali
  6. i gesti = movimenti
    le gesta = imprese

Per non sbagliare, è sempre utile consultare il dizionario!

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Cosa hai imparato?

Ciglia, cigli

I nomi si distinguono, per numero, in singolare e plurale.
Essi possono essere variabili, se cambiano la residenza al plurale,
o invariabili, se mantengono la stessa forma.
Per quanto riguarda la desinenza del singolare, i nomi sono divisi in tre classi:

  1. i nomi in -a
  2. i nomi in -o
  3. i nomi in -e

Ad ogni classe corrispondono certe regole e determinate particolarità nella formazione del plurale.

Esistono dei nomi difettivi, che mancano del singolare oppure del plurale,
e nomi sovrabbondanti, che hanno due diverse forme di singolare o di plurale.

Parole nuove:
glossarioParola piana
glossarioParola sdrucciola
glossarioDesinenza
glossarioDifettivo
glossarioSovrabbondante
glossarioMorfologia

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Esprimi le tue considerazioni

Ciglia, cigli

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La desinenza

Le parole, dal punto di vista grammaticale, si dividono in:
- variabili: articoli, nomi, aggettivi, pronomi, verbi;
- invariabili: avverbi, congiunzioni, preposizioni, interiezioni.

Nelle parole variabili si chiama glossariodesinenza l'elemento finale variabile che indica:
- il genere (maschile e femminile) e il numero (singolare e plurale)
Esempi: ner-o, ner-a, ner-i, ner-e
- il modo, il tempo, la persona e il numero nei verbi
Esempi: tem-iamo, tem-erei, tem-uto.

La desinenza segnala dunque, nelle parole variabili, le caratteristiche grammaticali o glossariomorfologiche.

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Desinenza

La parola desinenza deriva dal latino medievale desinĕntĭa, derivato di desinens, desinentis (= terminante).
La desinenza, infatti, è l’elemento finale variabile che indica le variazioni morfologiche di una parola.

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Morfologia

La parola morfologia deriva dal greco morphé ( = forma) e logos ( = parola).
La morfologia, infatti, si occupa della forma delle parole.

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Parola piana

La parola si dice piana quando l'accento tonico cade sulla penultima sillaba, come in matìta.

Piano deriva dall'aggettivo latino planus ("privo di sporgenze" oppure "facile, chiaro").
Infatti la parola piana è la più facile e comune in italiano.

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Parola sdrucciola

La parola si dice sdrucciola quando l'accento tonico cade sulla terzultima sillaba, come in vendita.
Sdrucciolo non ha un'etimologia certa.
Forse "sdrucciolare" deriva dal verbo latino exderoteolare, composto di
ex + de- ( = fuori, da) + roteolare ( = rotolare), quindi significherebbe "scivolare".
Infatti nella parola sdrucciola l'accento scivola all'indietro.

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Sovrabbondante

Sovrabbondante significa "più che abbondante".
La parola è composta dal prefisso sovra - (dal latino supra = sopra) e dall'aggettivo abbondante, che deriva dal verbo latino abŭndare (= straripare, traboccare) composto a sua volta da ab( = da, via da) + unda (= onda).
I nomi sovrabbondanti sono infatti quelli che hanno più forme dell'ordinario, nel nostro caso due singolari oppure due plurali.

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Difettivo

La parola difettivo deriva dal latino defectivus ( = incompleto).
Le parole difettive, infatti, mancano di alcune forme grammaticali: il plurale oppure il singolare, nel nostro caso.

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Riepilogo



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Credits

Licenza d'uso

Il presente Learning Object (LO) è di proprietà di Garamond Srl ed è concesso in licenza d'uso esclusivo al legittimo titolare, da intendersi come il singolo alunno della scuola selezionata dal Ministero della Pubblica Istruzione per il Progetto DIGI Scuola, per il quale la stessa scuola ha effettuato l'acquisto di una singola licenza, alle condizioni definite nel "Marketplace" della piattaforma web DIGI Scuola.

Il titolare della licenza d'uso, così come sopra definito, ha facoltà di eseguirlo online nella "Piattaforma di fruizione" della piattaforma web DIGI Scuola, disponendo della sua fruizione senza alcun vincolo di tempo, di sessioni di studio o di sede di esecuzione domestica, scolastica o di altro tipo.

Il titolare della licenza d'uso ha anche la facoltà di scaricare il presente LO sul proprio computer o di eseguirlo - online e offline - su di esso o su altre piattaforme della scuola che ha acquistato la regolare licenza, registrandosi sul sito web di Garamond "Curriculum Digitale" (http://www.curriculumdigitale.it).

Produzione editoriale
Garamond Editoria e Formazione - Roma

Progettazione didattica
Vindice Deplano

Ideazione e produzione storyboard e testi
Paola Pippia

Coordinamento disciplinare
Rita Manzoni

Redazione
Paola Ricci (coordinamento), Rossella Baldazzi, Mimma Basile, Francesca Policaro, Brunella Pellegrini, Martina Quadrino, Ida Taci, Stefano Tura

Progettazione e sviluppo editor LO
Francesco Leonetti

Progettazione e sviluppo funzioni per l'accessibilità
Glaux Srl

Progettazione e realizzazione grafica
Cristiana Giovannini (coordinamento), Daniele Quartu

Animazioni
Andrea Blasio (coordinamento), Alessandro Avenali, Gaetano Ermito, Diana Oreffice, Pasquale Gagliano

Audio, musiche ed effetti sonori
Luca De Carlo, Gio Gio' Rapattoni (voce)

Comunicazione
Chiara Calzavara

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Indice generale

1 Singolari o plurali?
2 Trasforma al plurale
3 Trova gli errori
4 Ulisse a Itaca
5 Risolvi il cruciverba
6 A caccia dell'errore
7 Classifica i nomi
8 Il numero: singolare e plurale
9 Nomi della prima classe: desinenza in -a
10 Nomi della seconda classe: desinenza in -o
11 Particolarità nel plurale di nomi in –o
12 Nomi della terza classe: desinenza in –e
13 Nomi invariabili al plurale
14 Nomi difettivi
15 Nomi sovrabbondanti
16 Cosa hai imparato?
17 Esprimi le tue considerazioni

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